La lezione dell’elefante – Incontro con Marco Rizzo – Casina delle Palme, 21 agosto ore 21.15

Sabato 21 agosto 2021 alle ore 21,15, presso la Casina delle Palme a Trapani, Marco Rizzo presenta il suo nuovo libro “La lezione dell’elefante”, un romanzo coinvolgente su guerra e immigrazione dedicato agli adolescenti.

Si tratta del nono appuntamento inserito nell’ambito della rassegna letteraria TrapanIncontra 2021, curata dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati, organizzata dalla Biblioteca Fardelliana e dal Comune di Trapani.

Marco Rizzo, giornalista e scrittore, è tra gli sceneggiatori italiani più rappresentativi nel filone graphic journalism.  Da anni è  impegnato a raccontare ai ragazzi temi di stretta attualità: dalle mafie, al terrorismo, alle migrazioni. In collaborazione con Lelio Bonaccorso, ha ricostruito, a fumetti, le vite di Peppino Impastato, Che Guevara, Marco Pantani, Jan Karski, Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. Nel 2018 ha pubblicato “Salvezza” (Feltrinelli), reportage a fumetti nato dalle testimonianze raccolte sulla nave Aquarius delle ong SOS Méditerranée e Medici senza frontiere impegnata nel soccorso dei migranti al largo della Libia: il libro ha venduto più di 15.000 copie, vinto numerosi premi ed è stato tradotto in Francia. Marco Rizzo ha collaborato con varie testate tra cui “L’Isola possibile”, “Il Giornale di Sicilia”, “Fumo di china”, con l’agenzia di stampa ANSA, con “La Lettura”, “l’Unità” e “Wired”. Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, gli ultimi dei quali nel 2018 per “Salvezza”: il Premio Pieve Saverio Tutino come giornalista, il Premio Carlo Boscarato come Miglior sceneggiatore italiano, il Premio Andrea Pazienza come miglior disegnatore, il Premio Speciale Etna Comics miglior graphic journalism.

La lezione dell’elefante – Navarra Editore

Dopo il successo della graphic novel “Salvezza”, Marco Rizzo firma un romanzo su guerra e immigrazione. La narrazione prende spunto da esperienze vere di richiedenti asilo ed è ricca di dettagli storici. Il protagonista è Sekou, tredicenne di Timbuctu appassionato di libri, la cui vita viene sconvolta dalla guerra civile scoppiata in Mali nel 2012 e dall’imposizione della sharia da parte degli jihadisti. Durante gli scontri muore il padre di Sekou, mentre il fratello Ousmane, prima, e Sekou, dopo, fuggono in Italia. Segue così il doloroso cammino attraverso il Sahara, l’arrivo in Libia, la permanenza in una prigione, il viaggio in mare a bordo di un barcone e infine l’arrivo in un centro di accoglienza in Sicilia. Ripercorrendo l’avventurosa vita di Seikou, Rizzo racconta la guerra civile maliana, l’estremismo jihadista e la sharia, l’emergenza umanitaria in Africa, l’immigrazione in Italia e i legami con la Libia. Ma anche l’amore per i libri come strumento di emancipazione, memoria e testimonianza.

Il piccolo Sekou, avvolto in una coperta, è giunto dalla fine del mondo abbracciato al suo zaino logoro “dai colori sbiaditi soffocati dal sole e graffiati dalla sabbia”; lo tiene stretto a sé “come un cavaliere in armatura” a proteggere il suo contenuto. Cosa ci fosse non lo sapeva nessuno, disse qualcuno forse un ricordo della sua terra. Era l’alba a Lampedusa, in fila con gli altri sopravvissuti, tirato via dalle onde del mare dalle mani di un soccorritore.

Sekou come tanti altri bambini, giovani adolescenti privati della possibilità di avere una vita normale sono costretti a migrare per i tanti conflitti in un continente che non ha mai avuto pace. Figli della guerra la cui tristezza, dolore e nostalgia, sarà tanto più forte quanto più distanti saranno dal loro Paese. La vita di Sekou a Timbuctu fino al 2012 si svolgeva quotidianamente tra gli studi in Moschea, il lavoro nel supermarket della famiglia sempre ben fornito per i turisti stranieri, e le letture dei libri dallo zio Kidane, musicista e bibliotecario, così diverso dal padre. Gli piaceva vagare tra i libri della biblioteca dello zio: libri antichi, libri in francese, in lingua inglese, internazionali e libri di fiabe dalle copertine stilizzate come quello della leggenda dell’elefante.

All’origine l’elefante era il più prepotente della savana, fino a quando le ragioni degli altri animali non lo cambiarono nel fisico, per ritrovarsi con le orecchie piccole, svolazzanti, appese alla sua enorme testa e abbassate per la vergogna. Il clima politico in Mali stava cambiando, era nell’aria un golpe militare, i turisti andarono via in fretta e iniziarono a scarseggiare i rifornimenti in città, anche nella piccola bottega della famiglia di Sekou. Un mattino presto arrivarono con i pickup, sparando proiettili al cielo e sgommando intorno ai monumenti. La statua di Al Farouk, l’eroe cavaliere protettore della città con il suo cavallo bianco venne mutilata. Le voci del mercato, il centro della città, zittirono, e venne imposta dagli estremisti islamici la sharia. Le donne non dovevano mostrare la pelle nuda, neanche quella delle mani, avrebbero dovuto indossare oltre il velo, guanti e calze.

E dopo i monumenti, le persone, la cultura millenaria: i libri. “I libri sono la nostra storia, la nostra vita”, raccontava Kidane. I jihadisti dettero fuoco a volumi secolari raccolti nelle moschee e nei centri culturali della città. Un patrimonio preziosissimo di un’epoca nella quale Timbuctu era stata una fervida città di interessi e di fermento intellettuale con i suoi testi religiosi, di medicina, di letteratura, di matematica e astronomia. Sekou aveva portato via con sé il libro di fiabe che tanto aveva amato sfogliare e leggere in casa dello zio, lo aveva portato al sicuro, avvolto in un telo bianco di lino, nel suo viaggio verso l’ignoto, in cammino nel deserto, nelle prigioni libiche sotto il tiro dei kalashnikov, e in mare su di un gommone. Lasciare il proprio paese risveglia sentimenti di perdita che gravano sul sentimento di identità: persone, affetti, oggetti, luoghi della lingua, della propria cultura, portano a una condizione di solitudine estrema. Per Sekou, affamato di conoscenza e letture “i libri salvano la vita”, e la sua storia, comune ai tanti migranti che accogliamo ogni giorno nel nostro Paese, è emotivamente coinvolgente e significativa.

L’appuntamento è per sabato 21  agosto ore 21,15 Casina delle Palme.

Ingressi contingentati fino ad esaurimento dei posti e nel rispetto delle disposizioni anti Covid.