L’edificio

Il Palazzo di San Giacomo

L’edificio dove ha sede la Biblioteca Fardelliana era in origine una chiesa, fatta costruire nel XIII secolo dall’Ordine militare dei Cavalieri di San Giacomo e dedicata al loro santo protettore.

La Chiesa presentava un unico altare centrale, in cui era collocata una grande statua marmorea raffigurante San Giacomo Maggiore, opera del 1522 di Antonello Gagini, oggi al museo Pepoli insieme ad altre statue, di Vincenzo Gagini, appartenenti alla Chiesa (San Giovanni Evangelista, San Giacomo Minore e San Vito Martire).

All’esterno l’edificio esibiva un portico a due arcate. Il piano superiore era destinato ad ospitare i Cavalieri dell’Ordine in partenza per la Terra Santa. A seguito dello scioglimento dell’Ordine la Chiesa di San Giacomo, con il fabbricato annesso, venne affidata alla Compagnia dei Bianchi, una Confraternita che si occupava delle sepolture degli indigenti e dell’assistenza dei condannati a morte negli ultimi giorni della loro vita. Tra il 1740 e il 1747 l’architetto Giovan Biagio Amico lavorò al restauro della costruzione, realizzando lo scalone e restaurando la facciata in stile barocco. Lo scalone subì vari rimaneggiamenti nell’Ottocento, nei primi del Novecento e ancora nel 1967, quando fu realizzato un grosso intervento di ristrutturazione che vide, tra l’altro, la sostituzione delle originarie scansie in legno con scaffalature metalliche. Del 2007 è l’ultimo intervento, opera dell’architetto Matteo Vullo, che ha riguardato l’adeguamento strutturale e impiantistico della biblioteca. Sono stati compiuti in particolare i restauri della facciata e dello scalone, è stato realizzato un ascensore ed è stata inserita una struttura metallica per la sistemazione dei libri.