Incunaboli

Plinio, Historia Naturalis 319 rit Venezia 1472

Con il termine incunàbolo si qualificano i primi prodotti della tipografia, stampati ai primordi dell’invenzione della stampa a caratteri mobili, dalla metà fino alla fine del Quattrocento.

Il Fondo della Biblioteca Fardelliana comprende 125 di queste opere, dal contenuto eterogeneo: opere letterarie, testi filosofici, opere di contenuto morale e religioso, trattati di medicina e di matematica.

La varietà di contenuti evidenzia gli interessi culturali del tempo, con la riscoperta dei classici e lo sviluppo della trattatistica. Nel catalogo della Biblioteca Fardelliana sono presenti Aristotele, Platone, Plinio, Plutarco, Diodoro Siculo, Marziale, Virgilio, e anche umanisti quali Marsilio Ficino, Angelo Poliziano, Leonardo Bruni.

Ma hanno ampia rappresentanza anche i testi di carattere filosofico-religioso, con opere di Tommaso d’Aquino, S. Agostino, Duns Scoto; così come sono presenti numerose opere di agiografia, che denotano il perdurare del gusto medievale per la letteratura volta ad alimentare la pietà popolare con la narrazione dei miracoli e della vita di Cristo e dei Santi.

Il rinnovato interesse per la classicità si manifesta anche nei caratteri di stampa: ricompare il carattere romano, anche se il carattere gotico non viene tralasciato. E’ interessante notare che, per i tipografi del Quattrocento, la scelta del carattere di stampa è determinato dal contenuto dell’opera: l’uso dei caratteri gotici permane nelle opere di argomento religioso, mentre per le opere di interesse umanistico si adopera senza eccezioni il carattere romano.